Lo strano caso dell’omosessualità di Albus Silente, o del perché dovremmo imparare a leggere.

Ripetiamo tutti insieme: il tuo orientamento sessuale, il colore della tua pelle o il tuo sesso NON DEFINISCONO che tipo di persona sei e non cambiano ciò che sei nel profondo.

QUESTO è quello che penso e che mi viene in mente quando rifletto su quale sia il vero fine ultimo dell’uguaglianza e delle lotte per la parità di diritti civili.

QUESTO, per me, significa essere veramente uguali e amare universalmente.

A quanto pare “il web” non la pensa allo stesso modo e, sfortunatamente, neanche i “fan di Harry Potter” – giorno triste per essere una Potterhead, lo ammetto – indignazione “urlata”  sul web a gran voce, a suon di insulti, rabbia repressa, frustrazione, offese gratuite e tanto, ma davvero tanto, analfabetismo funzionale; aspetto che ha fatto sì che una precisazione riguardo un dettaglio secondario della trama di un film si trasformasse magicamente (si, termine usato di proposito, si parla di Mondo Magico dopotutto) in una dichiarazione omofoba.

David Yates – regista di Animali Fantastici e degli ultimi quattro film della saga di Harry Potter – ha infatti recentemente dichiarato che in questo film (“Animali Fantastici – I Crimini di Grindelwald” ndr) non tratteremo in modo esplicito l’omosessualità di Albus Silente”.

Dichiarazione plausibilissima, visto che “conosceremo” ufficialmente il giovane Albus Silente e il giovane Grindelwald solo in questo secondo film della saga e che continueremo a vederli nei successivi tre episodi (il gran finale della nuova serie prequel, infatti, dovrebbe narrare proprio lo scontro leggendario tra Silente e Grindelwald, nel 1945, sullo sfondo del tragico scenario del secondo conflitto mondiale)

In ogni caso, si tratta di due personaggi che ancora non conosciamo a tutto tondo: ne è esempio lampante il fatto che in NESSUN PUNTO della saga di Harry Potter si fa riferimento al rapporto e al legame romantico tra Albus e il suo vecchio amico – e che si tratta sempre di due personaggi che si limitano ad essere comprimari e NON protagonisti.

editoriale2

Quindi a questo punto mi chiedo, mentre leggo argomentazioni al limite del ridicolo, perché tanta indignazione e rabbia? Perchè tanto sgomento e incredulità? Perchè dichiarare che l’interesse romantico di un personaggio e il suo orientamento sessuale non saranno il punto focale della trama di una saga fantasy fatta di magizoologi e snasi…sarebbe un atteggiamento omofobo?

Non mi voglio soffermare su quanto trasformare una semplice precisazione riguardo alla trama e all’aspetto focale di un film in un attacco omofobo sia ridicolo – per quello basta non fermarsi ai titoli degli articoli e a cercare di comprendere il significato di quello che si sta leggendo.

Vorrei solo rispondere, in modo umile, pacato e senza pregiudizi, alle accuse, decisamente serie, mosse agli addetti ai lavori di questo film, che osservano dai social il loro lavoro distrutto per l’ennesima volta senza motivo ancora prima che la gente possa vederlo per giudicarlo, per mostrare come, in realtà, coloro che peccano di una visione stereotipata, macchiettistica e malata dell’omosessualità, siano proprio quelli che si professano loro paladini in questa ridicola ed ennesima diatriba da leoni da tastiera.

Le accuse e le lamentele sono tante, ognuna più inconcludente e assurda dell’altra, da chi ha affermato:

 

“Seguivo Animal Fantastici solo perchè mi interessava la storia di Grindelwald e Silente, ora non ne ho più motivo


E qui sorge davvero spontaneo fermarsi e riflettere sul fatto che se l’unico aspetto che ti interessa di una saga fantasy che si basa sulle avventure un magizoologo è la love story riguardante altri due personaggi secondari e la loro sessualità, beh, forse dovresti lasciare perdere.
C’è poi chi ha urlato al complotto perché:

 

È già successo! Anche in Cursed Child la Rowling ha reso etero due personaggi palesemente omo come Al e Scorpius” 

 

Ancora, forse è meglio fermarsi a riflettere prima di urlare allo scandalo e specificare che si sta parlando di materiale NON scritto dalla Rowling e che il rapporto a cui si sta facendo riferimento è quello di amicizia fraterna tra due ragazzini di 11 anni che più volte si dimostrano interessati alle ragazze.

Infine, si è accusato J.K. Rowling di essere “una ipocrita che predica bene e che razzola male” perchè “prima dice che Silente è gay e poi ha troppa paura a mostrarlo”.

Beh, miei cari amici che al posto di dialogare vi limitate a sbraitare insulti e a spargere odio in nome dell’uguaglianza, volete sapere qual è la cosa bella del personaggio di Albus Silente e di come J.K. Rowling l’ha scritto nei suoi libri? Che lo ha scritto ESATTAMENTE COME HA SCRITTO TUTTI GLI ALTRI, un essere umano, con pregi e difetti, mago potente e uomo schiavo dei suoi errori di gioventù, anziano saggio inizialmente e personalità controversa alla fine. In che modo si pensa debba essere resa ESPLICITA la sua omosessualità? Vestendolo di rosa?

[amazon_link asins=’B019JIADKU,B00TQ4RXTW,B01I0QBDFQ,B01N65BB88,B01MRA4ATD’ template=’ProductCarousel’ store=’portus0e-21′ marketplace=’IT’ link_id=’53e5d3a5-094e-11e8-bdbe-8be5583bcd3f’]

Non ci sono dettagli nei libri che possano identificare Silente come gay, nè ci sono indizi riguardo il suo interesse amoroso per il vecchio amico di gioventù, Grindelwald; e volete sapete perchè? Perchè – rullo di tamburi – il nostro orientamento sessuale non ci rende diversi, l’amare una persona piuttosto che un’altra, un uomo piuttosto che una donna, NON cambia quello che siamo e non ci definisce come esseri umani, non deve essere trattato in modo “esplicito” e non si riflette in ogni nostra azione, fa parte di quello che siamo ma non ci rende per questo delle macchiette viventi, fatte di stereotipi.

L’amore è un concetto universale: una storia d’amore deve venire trattata come tale, qualsiasi sia l’identità sessuale che racconta; affermare che un personaggio – o una persona – è tale perché gay/etero/bi e DEFINIRNE LE AZIONI in base all’orientamento sessuale è fare della sua sessualità stessa un FATTORE DISCRIMINANTE, e questo è un atteggiamento che va in direzione esattamente contraria rispetto all’uguaglianza.

La Rowling ha SEMPRE trattato con estrema naturalezza tematiche delicate – la depressione, la malattia mentale, la tortura, ha usato la licantropia come metafora della condizione di stigmatizzazione nella quale vivono i malati di AIDS – arrivando a toccare le corde di chiunque abbia letto i suoi libri e arrivando ad una comprensione dell’animo umano che ha dell’incredibile. I personaggi della saga di Harry Potter non sono gay o etero, bianchi o neri, non sono babbani o maghi, purosangue o mezzosangue, buoni o cattivi… non c’è mai stato bisogno di rendere esplicite caratteristiche che sono naturali, la Rowling ha semplicemente parlato di esseri umani, e questo è, penso, il più grande pregio della sua scrittura.

Si sta attaccando proprio LEI che, nel lontano 2007, un periodo lontano anni luce dalla attuale battaglia per i diritti LGBT e dalla potenza dei social, ha apertamente dichiarato – esponendo pubblicamente se stessa, la sua più grande creazione letteraria e una major come la Warner Bros – che uno dei personaggi cinematografici e letterari più iconici di sempre e che sembrava incarnare lo stereotipo del “vecchio saggio dalla barba bianca”, era in realtà omosessuale, canonizzandolo e dando vita ad un’icona, se vogliamo, ancora più potente. Come si può pensare che una persona del genere, che si è esposta in tempi in cui l’omosessualità era un argomento marginale e ignorato, ora voglia “correre ai ripari” e “nascondere” un fatto che è, oramai, noto ai più?  

 

FANTASTIC BEASTS 2

Infine, se proprio vogliamo dirla tutta e buttarla su argomenti meno impegnativi, diciamo e ammettiamo la realtà dei fatti: alle persone oramai piace criticare a prescindere per la minima cosa, soprattutto e specialmente quando NON SI SA NULLA riguardo a ciò che sta criticando.

Nessuno ha visto il film e, come ha detto Jo “nessuno ha letto la sceneggiatura che si sta ampiamente criticando e che lei stessa ha scritto, conscia ben più di noi dei fatti e probabilmente a conoscenza di storie che ancora devono essere raccontate.

Yates si è limitato ad affermare che in QUESTO capitolo della saga non si farà riferimento esplicito all’omosessualità di Silente, e questo non significa nè che non ci saranno indizi nè che non si tratterà l’argomento in futuro o nei prossimi film. La verità, purtroppo, è che nell’epoca del web si sa tutto in tempo reale e per questo ci si sente in dovere di dire la propria… ma questo non toglie forse il senso stesso della magia della narrazione e del non sapere cosa accadrà in futuro?

Non abbiamo forse dovuto aspettare le ultime pagine dei Doni della Morte per scoprire tutta la verità sul personaggio di Piton? Non siamo forse rimasti totalmente ignari del suo profondo amore per Lily fino al Racconto del Principe? Non abbiamo forse realizzato solo alla fine di tutto quanto gli indizi fossero presenti fin dall’inizio?
Come avreste reagito, essendo a conoscenza dei retroscena della vita di Severus Piton, se Columbus, nel lontano 2000, avesse affermato che “non intendeva trattare esplicitamente l’amore di Piton per Lily” nel primo film della saga?

Eppure gli indizi ci sono, tanti, impliciti, nascosti e avvolti nella magia della storia e della narrazione di J.K. Rowling, una scrittrice che ha fatto dei suoi libri un veicolo di messaggi di tolleranza, accettazione, amore e uguaglianza.

Storie e personaggi che ci sono rimaste impresse e nel cuore non per il loro orientamento sessuale o per il colore della loro pelle ma perchè erano veri, perchè erano reali, tridimensionali… perchè erano esseri umani.

Forse, al posto di essere adulti carichi di odio e frustrazione, dovremmo solo tornare bambini e VIVERE questi film oggi così come abbiamo VISSUTO i libri 20 anni fa: con meraviglia e innocenza, lasciandoci trasportare dalle storie così come sono, innamorandoci di personaggi etero, gay, di colore, belli, brutti, meschini, coraggiosi e codardi, scoprendo lentamente cosa si cela dietro all’animo di ogni personaggio sfogliando una pagina e assaporando ogni parola e ogni sguardo, non limitandoci a premere indignati un pulsante sul nostro smartphone.