“Giuro solennemente di non avere buone intenzioni!”
Ed effettivamente non ne ho.

Voglio anzi prendere tutto il mio materiale d’archivio sulla saga, eviscerarlo, smembrarlo, cuocerlo e servirlo a voi su un piatto d’argento come se fossimo tutti seduti in una Sala Grande virtuale, in attesa della portata più prelibata. Certo, le mie intenzioni in realtà sembrano tutt’altro che cattive… ma immaginatemi seduto davanti al pc alle due di notte, circondato da libri e stralci di interviste, da biscotti e una tazza fumante di tè e rivaluterete l’idea!

Nella live di Portus di ieri (Portkey on Air #2), 30 marzo, sono saltate fuori diverse curiosità in merito ad alcuni retroscena della saga e molti di voi ci hanno chiesto di più in merito: sono quindi pronto a soddisfare le vostre più assurde curiosità! Che lo vogliate o no.

Nasce quindi HARRY POTTER: WHAT IF…? (qui i lettori Marvel di vecchia data sorrideranno), rubrica che andrà avanti per un po’, almeno finché avrò materiale più o meno inedito ma senz’altro succulento e curioso da condividere con voi.

Cosa sarebbe successo se J.K. Rowling avesse dato alle stampe i suoi libri così come inizialmente concepiti? Cosa avremmo letto, quindi, se non avesse tagliato dal suo meraviglioso universo alcuni personaggi o alcune situazioni? Cercherò di rispondere a queste domande nel modo più esaustivo di cui sono capace; per ogni argomento trattato allegherò le fonti, così da poterle eventualmente verificare anche voi e farvi così una vostra idea (sapete quanto a noi di Portus piacciano le fonti! Soprattutto quelle UFFICIALI).

Iniziamo quindi dall’evento madre della saga, quell’evento che ha dato vita a una serie di disastrose conseguenze che hanno in seguito condotto Lord Voldemort sulle tracce di Lily e James Potter.

“Ecco il solo col potere di sconfiggere l’Oscuro Signore… nato da chi lo ha tre volte sfidato, nato sull’estinguersi del settimo mese… l’Oscuro Signore lo designerà come suo eguale, ma egli avrà un potere a lui sconosciuto… e l’uno dovrà morire per mano dell’altro, perché nessuno dei due può vivere se l’altro sopravvive… il solo col potere di sconfiggere l’Oscuro Signore nascerà all’estinguersi del settimo mese…” – Harry Potter e l’Ordine della Fenice

Sappiamo tutti chi fu ad enunciare la profezia, in quella stanza sporca e fatiscente a La Testa di Porco: Sibilla Cooman. Proprio durante il suo disastroso colloquio con il già preside Albus Silente, nonostante fino ad allora lei non avesse ancora mostrato il benché minimo dono nell’arte della Divinazione, Sibilla va in trance ed enuncia la profezia, la stessa che Piton, prima di venire scoperto, ascolta in parte e corre subito ad riferire al suo allora attuale padrone, Lord Voldemort.

Ma – nonostante la Rowling avesse meticolosamente programmato i principali sviluppi della sua mastodontica storia già prima di avere un contratto di pubblicazione con una casa editrice – siamo sicuri che avesse in programma di far formulare la profezia proprio alla Cooman? La risposta è no.

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Nella conferenza stampa del 16 luglio 2005, a Edimburgo, un reporter chiede alla Rowling se per caso avrebbe mai inserito un personaggio non vedente nei suoi libri e la sua risposta è allucinante:

“Divertente che me l’abbia chiesto perché ad un certo punto c’era un personaggio cieco chiamato Mopsus, ti invito a cercarlo perché ha un legame con la mitologia, ma era un personaggio concepito agli albori e aveva poteri divinatori, in altre parole era un po’ come Sibilla Cooman, uno dei primissimi personaggi, concepito mentre ancora ero alle prese con la prima stesura de La Pietra Filosofale. Ho dovuto tagliarlo perché era troppo bravo. Nell’evolversi della storia, se ci fosse stato qualcuno davvero in grado di esercitare la Divinazione mentre Harry era ancora in vita, avrebbe di gran lunga diminuito la tensione della storia perché qualcuno là fuori avrebbe saputo quel che sarebbe successo”. [fonte]

Assurdo, non trovate?

Cosa avremmo letto e che impatto avrebbe avuto questo personaggio se davvero non fosse stato scartato?
Quello che sappiamo su di lui, inoltre, è che l’idea di scartarlo non è stata così immediata. Su una pagina di vecchi appunti della Rowling pubblicati nel libro edito da Bloomsbury Harry Potter – A History of Magicsi può leggere una lista di possibili nomi da dare alle materie di Hogwarts o a personaggi futuri e nell’elenco definitivo delle materie con relativo nome dell’insegnante, accanto a DIVINAZIONE c’è proprio Mopsus!

Oltre al fatto di non riuscire ormai a concepire la saga in nessun altro modo, trovo più che saggia l’idea della Rowling di sacrificare un personaggio così troppo potente. Sarebbe stato complicato da gestire e avrebbe condotto l’autrice in un vicolo cieco che sarebbe terminato probabilmente con la morte del veggente. D’altronde abbiamo già visto il trattamento riservato ad artefatti troppo potenti come le Giratempo, e sono felice di non aver assistito all’omicidio di un altro personaggio… omicidio che sarebbe arrivato forse troppo presto nella saga, in modo da non incastrare eccessivamente il racconto mediante l’utilizzo di personaggi onniscienti e intaccando inevitabilmente il clima fanciullesco e spensierato dei primi volumi.

Quanto sono diversi i libri che abbiamo letto, quindi, rispetto a quanto inizialmente pianificato dalla Rowling? Direi moltissimo ed oserei aggiungere per fortuna!

Molti sono i capitoli scartati, ad esempio, per La Pietra Filosofale. Dieci di essi solo per l’inizio, come apprendiamo nell’intervista del 16 ottobre del 1999 per il giornale The Star-Ledger! Tra tutti però uno è particolarmente divertente e ancora una volta ringraziamo in coro e a bacchette levate A History of Magic per aver scansionato e pubblicato alcuni estratti.

Le sole quattro pagine pubblicate fanno parte di una versione primordiale de La Pietra Filosofale.
In questa scena Hagrid è nell’ufficio di un ministro Babbano chiamato Fudge (Cornelius Fudge, in Italia Caramell, sarà poi il nome definitivo del Ministro della Magia dal primo al sesto libro) e lo mette al corrente della minaccia esercitata da Lord Voldemort. 
È interessante notare come questo non sia altro che un lontano parente del primo capitolo de Il Principe Mezzosangue.

“Taglio spesso delle idee per poi inserirle nei libri successivi” ha detto in merito la Rowling. “Mai sprecare una buona scena!”.

Hagrid (che parla sgrammaticato come nei libri ufficiali) è da Fudge per ordine di Silente: il preside è preoccupato perché Tu-Sai-Chi sta acquisendo maggior potere e hanno iniziato ad andarci di mezzo anche i Babbani. Sappiamo che Voldemort ha appena rapito Dedalus Diggle (Lux nella prima edizione italiana), Elsie Bones (parente di Susan?) e i fratelli Angus e Elspeth McKinnon (nei libri si parla di Marlene McKinnon) poiché li vuole dalla sua parte. Voldemort ha appena iniziato la sua ascesa e ha bisogno di sostenitori. I Babbani, invece, vuole renderli semplicemente schiavi.

Carino da parte sua!

Secondo Hagrid il Signore Oscuro forse una volta era un uomo come loro, ma ora non lo è più: è impossibile da uccidere, sebbene Silente stia ideando un piano. D’altronde, come viene detto anche in queste pagine fantasma, Silente è l’unico che Voldemort abbia mai temuto! Il tricomaniaco preside ha tre richieste per il signor Fudge. Primo, diramare un comunicato stampa via radio, televisione e giornali (da notare la scioltezza con la quale Hagrid parla di tali diavolerie babbane) e imporre alla popolazione di non dare nessuna indicazione a Tu-Sai-Chi.professor-quirrell-lord-voldemort

“Perché è così che ci sta catturando, vede? Qualcuno gli ha parlato. Si nutre di tradimenti. Non do la colpa ai Babbani, sia chiaro, non sapevano mica quello che stavano facendo”. Assurdo.

Secondo, il ministro non deve assolutamente dire a nessuno dell’esistenza della comunità magica.
E terzo… be’, come terza richiesta Hagrid si fa offrire un bicchiere di brandy! Fudge chiede al mezzogigante il nome che noi sappiamo essere Lord Voldemort, ma Hagrid si rifiuta di dirglielo.
“Noi non lo diciamo mai. Mai!”.
Dopodiché apre il suo ombrello rosa e si smaterializza.
Hagrid.
Si smaterializza.
Ma dai!
Mentre Fudge è in preda a panico misto a confusione, qualcuno bussa alla porta.
È un membro dell’opposizione, l’ultima persona che il ministro avrebbe voluto vedere.
Il suo nome? Vernon Dursley. Apparentemente al corrente di tutto.
Passa del tempo e Vernon torna da Fudge, stavolta portando con sé un bambino, il giovane Harry.
Mentre Vernon (il cui temperamento è rimasto lo stesso dei libri) si interroga con Fudge sul da farsi, scopriamo un paio di cose interessanti: i genitori di Harry non sono morti ma scomparsi e Dudley si chiamava in realtà Didsbury.

Di tutte le cose assurde però, l’aspetto di Voldemort è quello che mi ha fatto più ridere: viene definito “red eyed dwarf“, ovvero gnomo dagli occhi rossi.

Come sarebbe cambiata la storia se al posto del carismatico Voldemort che abbiamo imparato a conoscere avessimo avuto Brontolo con gli occhi iniettati di sangue? La figura del Signore Oscuro non sarebbe affatto stata temibile come in realtà si è poi rivelata, complice anche il fatto che probabilmente sul grande schermo sarebbe stata interpretata da qualcuno come Giancarlo Magalli!

Degli albori del primo libro sappiamo anche qualcos’altro, che però non è purtroppo riscontrabile da nessuna parte. Sulla prima versione del suo sito, ormai modificata a tal punto da aver mandato persi diversi estratti interessanti, J.K.Rowling aveva scritto ciò:

“Altre versioni includevano un personaggio chiamato ‘Pyrites’, il cui nome significa ‘l’oro dello stolto’. Egli era un servo di Voldemort e avrebbe incontrato Sirius davanti casa Potter. Pyrites alla fine è stato scartato, sebbene mi piacesse come personaggio; era un dandy e indossava guanti di seta bianchi, che immaginavo avrei macchiato con del sangue di volta in volta”.
(Avendo raccolto questo estratto circa dodici anni fa, trovo difficile reperirne le fonti online. La più attendibile che ho trovato è questa)

Che fosse lui a dover inizialmente prendere in carico il corpo e la bacchetta di Voldemort, dopo la sua disfatta a casa Potter? E se non lui, chi altro? Nell’intervista Leaky Cauldron/Mugglenet del 16 luglio 2005 (come ultima domanda) viene chiesto alla Rowling se qualcun altro fosse presente la notte dell’omicidio di Lily e James.
Lei risponde con un secco “No comment“.
Che si trattasse di una sottotrama tagliata dalla stesura finale?

Un’altra curiosità, l’ultima per oggi, su La Pietra Filosofale viene ancora una volta dal vecchio sito della Rowling ed è pertanto andata perduta. La fortuna vuole che ci siano altri pazzi oltre me che salvano le interviste o le dichiarazioni ufficiali e potete pertanto trovarla su Reddit:

La prima, primissima stesura del primo capitolo de La Pietra Filosofale prevedeva che i Potter vivessero in un’isola remota, che la famiglia di Hermione abitasse sulla terra ferma e che il padre, dopo aver visto qualcosa simile a un’esplosione in mare aperto, navigasse in piena tormenta per trovare i loro corpi tra le rovine della casa. Non riesco a ricordare perché mi sembrasse una bella idea…

Ecco, questa è una di quelle scene che voglio assolutamente leggere. Ora.
Voi no?

Per un appassionato come me queste chicche sono il pane, le colleziono più o meno da quando avevo undici anni e una connessione internet abbastanza buona da consentirmi di navigare per ore tra forum e siti alla ricerca di materiale ufficiale.

Mi sembra quindi doveroso condividere tutto ciò con voi, soprattutto in tempi come questi dove la condivisione rappresenta un abbraccio virtuale.

Vi aspetto quindi per il secondo episodio, dove sicuramente parlerò del lago di Hogwarts e… chissà?