Se siete assidui frequentatori di Portus, sarete sicuramente incappati in articoli dedicati ad Animali Fantastici 3, bersagliati da commenti aventi come comune denominatore un ex-attore della saga: Johnny Depp.

“Perché?” i più ignari tra di voi si staranno chiedendo. Il motivo è semplice: l’attore è stato allontanato dal cast di Animali Fantastici 3 dopo un solo giorno di riprese alla luce dei problemi legali con l’ex-moglie Amber Heard, cosa che ha costretto lo studio a “chiedere” all’attore di rinunciare al suo ruolo e affidando il ruolo di Grindelwald a Mads Mikkelsen.

A causa di questa mossa, una parte del fandom di Harry Potter e di Animali Fantastici da quasi un anno ha unito le forze con l’intento di boicottare il film in virtù di un quadro della situazione non proprio chiaro. Questo articolo ha così l’obiettivo di sfatare alcuni miti e illuminare la nube di disinformazione attorno a tutta la questione.

Vi invitiamo a contattarci e a scriverci nei commenti in caso di dubbi o perplessità su quanto qui riportato.

Per praticità riassumiamo tutto in punti, partendo dalla cronologia degli eventi:

  • Johnny Depp e Amber Heard si conoscono nel 2009 sul set di “The Rum Diary – Cronache di una passione”;
  • Dopo una lunga frequentazione si sposano nel 2015 nel corso di una cerimonia privata;
  • Il 23 maggio 2016 Heard chiede il divorzio a distanza di un anno dal matrimonio accusando Depp di violenza domestica;
  • gennaio 2017, dopo mesi di voci di corridoio, indiscrezioni e notizie filtrate su tabloid e giornali, Heard ritira le accuse e riceve 7 milioni di dollari da Depp, che promette di donare in beneficenza;

Agli occhi della stampa, Johnny Depp è tuttavia considerato come “radioattivo”. Il pagamento dei milioni a Heard viene visto da una parte della stampa (tra cui il Sun) come un invito a “mantenere il silenzio” sulle violenze commesse.

La Warner Bros. nel 2016 lo sceglie in ogni caso prima per una breve apparizione in Animali Fantastici e dove trovarli e poi per un ruolo di primo piano nel sequel. A dicembre 2017, poco dopo la diffusione della prima immagine dei Crimini di Grindelwald, i social vengono tempestati di messaggi di odio rivolti alla Warner Bros, a J.K. Rowling e alla produzione per aver deciso di continuare il rapporto di collaborazione con l’attore dopo le accuse di violenza domestica mosse da Amber Heard.

  • A dicembre 2017 il polverone costringe la Warner Bros, David Yates e J.K. Rowling a prendere le difese dell’attore con la seguente dichiarazione:

Quando Johnny Depp è stato scelto per interpretare Grindelwald, ho pensato che sarebbe stato fantastico. Tuttavia, quando è stato il momento di girare il suo cammeo nel primo film, la stampa ha cominciato a scrivere storie sul suo conto che hanno preoccupato me e tutte le persone più coinvolte nella lavorazione del franchise.

I fan di Harry Potter si sono posti domande legittime e dubbi sulla nostra decisione di continuare a lavorare con Johnny Depp. Come già detto da David Yates, abbiamo naturalmente considerato la possibilità di un recasting e capisco perché alcuni siano rimasti sorpresi e arrabbiati che non sia successo.

L’enorme comunità di grande sostegno nata attorno a Harry Potter è stata una delle più grandi gioie della mia vita. Personalmente, l’incapacità di poter trattare l’argomento apertamente è stata difficile e talvolta dolorosa. Tuttavia, gli accordi garantiti per proteggere la privacy di due persone, entrambe decise a portare avanti la propria vita, vanno rispettati.

Sulla base della nostra comprensione delle circostanze, io e i produttori siamo pertanto decisi a prestare fede alla nostra decisione di casting, ma anche sinceramente felici che Johnny interpreti un personaggio chiave nei film.

Ho adorato scrivere le prime due sceneggiature e non vedo l’ora che “I Crimini di Grindelwald” arrivi al cinema.

Accetto che alcuni non saranno soddisfatti dalla nostra scelta per l’attore che dà il titolo alla pellicola, ma alla coscienza non si comanda. All’interno del mondo della fantasia e all’esterno di esso, tutti dobbiamo fare quello che crediamo sia la cosa giusta.

  • Ad aprile 2018 il Sun pubblica un articolo che mette in discussione il coinvolgimento di Depp nel franchise di Animali Fantastici; intitolato GONE POTTY – How can JK Rowling be ‘genuinely happy’ casting wife beater Johnny Depp in the new Fantastic Beasts film? – Il titolo originale (poi cambiato) chiedeva come facesse J.K. Rowling a essere “sinceramente felice” di aver scelto un “picchiatore/aggressore di mogli” nel nuovo film di Animali Fantastici.
  • Alla luce dell’articolo diffamatorio, a giugno 2018 Depp decide di fare causa al Sun, giornale inglese;
  • A dicembre 2018 Amber Heard scrive un pezzo sulla violenza domestica per il Washington Post, giornale americano;
  • marzo 2019, Depp decide di fare causa a Amber Heard per diffamazione per 50 milioni di dollari.
  • Le udienze per il processo per diffamazione inglese si tengono nel corso di tre intense settimane a luglio 2020 a Londra.
  • A ottobre 2020, dopo lo slittamento delle riprese a causa del Covid-19, Johnny Depp torna a interpretare Grindelwald, arriva sul set a Londra e gira una scena con Oliver Masucci;
  • Lunedì 2 novembre arriva la sentenza del giudice sul processo inglese: alla luce delle prove presentate da Amber Heard, Depp avrebbe effettivamente picchiato sua moglie in più occasioni.

Secondo la testimonianza della signora Heard, gli episodi di violenza da parte del signor Depp avevano luogo solamente quando nessun altro era presente. Questa è la prassi nel caso di abuso domestico” commenta il giudice.

La sentenza stabilisce che definire Depp “picchiatore coniugale” non costituisce diffamazione, tant’è che il Sun prontamente pubblica un articolo per proclamare il risultato: Johnny Depp picchiava sua moglie.

 

 

Alla luce dei recenti avvenimenti, vorrei rilasciare la seguente dichiarazione. Prima di tutto, vorrei ringraziare tutti per il sostegno e la lealtà. Sono commosso e toccato dai vostri tanti messaggi d’amore e di preoccupazione, particolarmente quelli arrivati negli ultimi giorni.

Secondo, vorrei farvi sapere che mi è stato chiesto dalla Warner Bros. di rinunciare al mio ruolo di Grindelwald in Animali Fantastici e ho concordato e rispettato questa decisione.

  • Nonostante abbia girato una sola scena, Johnny Depp percepisce il compenso totale per il suo ruolo: 16 milioni di dollari. Avrebbe dovuto avere lo stesso spazio degli altri due protagonisti: Albus Silente e Newt Scamander. A dispetto di quanto succede spesso a Hollywood, quello di Depp non è stato di fatto un licenziamento, ma un “divorzio concordato” tra l’attore e la Warner Bros. Pictures. A conti fatti l’attore avrebbe potuto opporre resistenza al “licenziamento”, ma è possibile che abbia capito la situazione e che abbia voluto evitare ulteriori polveroni.
  • La Warner Bros. – che aveva sostenuto l’attore a settembre 2018 – si è ritrovata alle strette dopo la sentenza del giudice. Tenere Depp nel cast avrebbe significato fare i conti con tutti gli organi di stampa che avrebbero potuto criticare la scelta e alimentare ulteriori polemiche.
  • Novembre 2020: Gli avvocati di Depp chiedono il ricorso dopo il risultato del processo inglese e  lo stesso giudice Nicol lo respinge ordinando all’attore di pagare al Sun un risarcimento iniziale di 628 mila sterline.
  • Marzo 2021: Gli avvocati di Depp presentano una richiesta formale di ricorso alla Corte d’Appello, spiegando perché ci sono le basi per tornare in tribunale e rifare il processo. La richiesta viene respinta: Johnny Depp perde a tutti gli effetti la causa inglese e fino a nuovo avviso la stampa potrà definirlo “un uomo violento“.
  • Agosto 2021: In estate cambiano un po’ le carte in tavola e Depp ottiene il via libera a procedere alla causa di diffamazione americana. Heard aveva chiesto al tribunale di archiviare la causa, ma la giudice Penney Azcarate della contea di Fairfax (Virginia) rigetta la richiesta perché basata sul semplice fatto che l’attore avesse perso la causa di diffamazione intentata contro il Sun nel Regno Unito. Azcarate sottolinea che le leggi sulla diffamazione in Virginia sono molto diverse da quelle nel Regno Unito, e che la dichiarazione di indipendenza e il primo emendamento della costituzione americana hanno notevoli differenze dalla Common Law inglese per quanto riguarda la libertà di espressione e la libertà di stampa. Si tratta della seconda, piccola “vittoria” per Depp nel giro di due settimane: all’inizio del mese, infatti, un giudice di New York stabilisce che l’attore potrà verificare se la sua ex moglie ha realmente donato in beneficenza una porzione dei 7 milioni di dollari ottenuti dal divorzio alla ACLU, come lei aveva annunciato che avrebbe fatto.
  • Aprile 2022: Johnny Depp e Amber Heard saranno protagonisti del processo per diffamazione in Virginia.

 

Domande frequenti e bufale

(spazio in aggiornamento)

  1. La Warner Bros. ha licenziato Depp soltanto per una causa per diffamazione. Il processo vero si deve ancora svolgere!. FALSO. La causa inglese oramai è persa. La causa americana (anche quella per diffamazione) si terrà l’anno prossimo, ad aprile 2022;
  2. La Warner Bros. ha licenziato Depp mentre Amber Heard, nonostante le prove disponibili online, sarà la protagonista di Aquaman 2“. La Warner Bros. ha chiesto a Depp di rinunciare al suo ruolo DOPO la sentenza di un giudice. Nonostante le accuse, Amber Heard non ha il fardello di alcuna sentenza. La Warner Bros. aveva difeso Depp nel 2017 quando le accuse erano soltanto accuse e si è trovata con le mani legate dopo una sentenza;
  3. Ho letto che Depp ha vinto una causa contro Amber Heard” – Al momento Depp non ha “vinto” nulla come erroneamente riportano alcuni giornali, ha solo avuto il via libera per procedere con la causa per diffamazione nel processo americano. Entrambe le cause (sia quella svoltasi nel Regno Unito che quella che si svolgerà in America nel 2022) sono per diffamazione.
  4. La Warner Bros. ha commesso un’ingiustizia contro Johnny Depp, boicotterò il film e lo scaricherò illegalmente“. La Warner Bros. non è un ente benefico né un tribunale, è un’azienda che cerca di tutelare i propri interessi commerciali e la propria immagine. Quando si tratta di accuse a carico di un attore, c’è una zona grigia in cui è possibile agire. Nel caso le accuse si trasformino in sentenze, il margine di manovra si fa fin troppo sottile. Accusare una major di ingiustizia e scaricare illegalmente un film è un esempio di estrema incoerenza: se scarichi un film ti fai promotore di un’altra forma di ingiustizia.
  5. La Warner Bros. doveva ascoltare i fan e tenere Depp nel cast, le prove audio a favore dell’attore sono alla portata di tutti“: Se la Warner Bros. avesse ascoltato i fan, avrebbe accolto chi chiedeva un recasting del personaggio dopo la breve apparizione nel primo film, e fortunatamente non l’ha fatto. Per quanto riguarda le prove audio che scagionerebbero l’attore, una major non può permettersi di finire in una posizione scomoda con la stampa sulla base del “ho trovato queste prove audio online“. Valutare i materiali in questione spettava al tribunale inglese presieduto da un giudice (cosa che non è stata fatta), non a una compagnia cinematografica. Naturalmente tutto potrebbe cambiare completamente con la causa in Virginia viste l’importanza del materiale trapelato, ma la situazione al momento attuale è questa.
  6. La causa contro il Sun non era sulla violenza domestica, ma una causa per diffamazione, quindi perché la Warner ha licenziato Depp?” La causa per diffamazione dipendeva dalla violenza domestica. Il giudice ha stabilito che, visto che secondo la sua visione dei fatti Johnny Depp avrebbe picchiato davvero la moglie, allora il giornale non aveva commesso diffamazione nel ritrarlo come uomo violento. Sono due questioni estremamente collegate.

Conclusione

Portus è, e sempre sarà, dalla parte della verità. Questo articolo ha l’obiettivo di porre l’attenzione su un fenomeno preoccupante per cui a causa di disinformazione, bufale e un pizzico di ignoranza, il Wizarding World sta virando sempre di più verso direzioni tossiche.

Quella di Johnny Depp non è una situazione limpida e per niente felice, questo è certo. L’attore non ha perso solamente il franchise di Animali Fantastici per via dei suoi problemi legali con l’ex-moglie Amber Heard, ma innanzitutto e soprattutto il franchise di Pirati dei Caraibi e i suoi rapporti con la Disney, la Warner Bros. e con tutta Hollywood. Non è un caso che la sua ultima fatica, Il caso MinaMata (in prima tv venerdì 17 settembre alle 21.15 su Sky Cinema Uno e in streaming su NOW), non ha ancora trovato una distribuzione statunitense proprio alla luce del fatto che l’attore sia tuttora percepito come “radioattivo”, sopratutto negli Stati Uniti (nonostante sia stato invitato a numerosi festival europei e sia stato invitato come ospite a Roma a ottobre).

Per riabilitare l’immagine dell’attore la causa in Virginia giocherà un ruolo fondamentale. Fino a quel momento è giunto il momento di mettersi l’anima in pace: la #GiustiziaPerJohnnyDepp non arriverà boicottando Animali Fantastici 3, né ledendo l’operato di migliaia e migliaia di professionisti del settore a suon di hashtag.

Il Wizarding World ha ancora tanto da offrire: può essere un posto sicuro per tutti coloro che si sono innamorati della saga di Harry Potter e deve continuare a esserlo. Non è giusto che le vicende personali di uno dei tanti attori legati alla saga – per quanto tristi – ne influenzino la percezione. Se non si è in grado di scindere tra ciò che è giusto e ciò che è facile, dispiace dirlo, è giunto il momento di voltare pagina.

Fonti: Sentenza del giudicePeopleThe Sun