Se questo articolo fosse un gesto, sarebbe sicuramente quello che fa Alistair Stout, il nuovo Ron Weasley, parlando della cicatrice sulla fronte di Harry Potter.“Psssssuh!”
Streghe e maghi da ogni dove, vuotate ogni scorta di fuochi d’artificio Zonko e festeggiate assieme a noi: abbiamo un trailer della prima stagione della serie HBO di Harry Potter!
Mercoledì scorso, infatti, HBO Max ha diffuso finalmente le prime immagini di quella che è a tutti gli effetti una delle serie tv più attese della storia (già da record), e noi di Portus siamo finalmente pronti. Penna Prendiappunti alla mano, vi consegniamo l’analisi fotogramma per fotogramma (e qualche chicca in più) di quello che a parer nostro è un primo sguardo decisamente promettente a una serie che ha tutte le carte in regola per stupire e lasciare il segno.
Lucidate allora le vostre Scopalinda e saltate in sella alla Comet 260 più vicina: si parte!

Il trailer si apre con il famoso logo di HBO Max, il servizio streaming che ha debuttato in Italia lo scorso 13 gennaio. È qui che, a Natale 2026, arriverà il primo degli otto episodi della prima stagione, Harry Potter e la Pietra Filosofale.
La prima sequenza è ambientata all’interno della casa in Privet Drive, numero 4.

Qui vediamo Vernon seduto al tavolo della cucina, intento a leggere un giornale nel giorno del compleanno di Dudley (indossa la stessa maglietta che indossava nelle foto leakate allo zoo), probabilmente prima della gita. La casa è una casa del tutto ordinaria, in pieno stile Dursley, e sulle pareti – oltre che un’orribile carta da parati – notiamo delle cornici con delle fotografie. Sulla destra, quasi nascosto da una pianta, possiamo intravedere il ripostiglio del sottoscala che ospita Harry Potter.

Proseguiamo poi con una scena tanto semplice quanto ricca di dettagli. Harry viene sbattuto nel ripostiglio, forse dopo l’episodio del boa constrictor o dopo l’arrivo della lettera per Hogwarts. Siamo praticamente certi che si tratti di ciò che accade in seguito all’incidente nel giorno
del compleanno di Dudley, però, poiché in questi fotogrammi Harry sta indossando la stessa maglia con cui ha girato le scene allo zoo.
Il ripostiglio è ricco di foto, immagini o disegni alle pareti, perlopiù a tema natura. Sembra come se Harry, rinchiuso in quella gabbia priva di finestre, cercasse quasi di creare varchi immaginari sull’esterno fissando alle pareti scorci di paesaggi o rappresentazioni di elementi naturalistici.

È interessante osservare anche come nessun disegno raffiguri persone e esseri umani: il piccolo Harry, da sempre bistrattato dalla famiglia, non vede nell’uomo un esempio di protezione o sicurezza e dunque evita di rappresentarli quando fugge altrove con la fantasia. D’altronde, il disegno è uno dei primi strumenti di comunicazione nell’infanzia, ogni bambino disegna la mamma e il papà, e proprio ai disegni si presta particolare attenzione quando si cerca di capire eventuali disfunzioni tra un minore e chi dovrebbe accudirlo.

È curioso notare come su uno degli scaffali più in alto ci sia una lattina di lucidante per automobili di marca Turtle Wax, e sulla sinistra un manuale/catalogo di macchine modello Rover 2000 e 2300. Pare quasi essere un rimando ad una delle punizioni preferite da Zio Vernon, che non manca di obbligare il nipote a lavargli e lucidargli l’auto (come nel primo capitolo de La Camera dei Segreti). Nessuno di noi qui è esperto di automobili, ma abbiamo confrontato i vecchi modelli di Rover con la macchina che Vernon guida negli anni ’80, nel giorno dopo la caduta di Voldemort (ringraziamo ancora una volta i leaker per questo) e qualcosa ci dice che si tratti proprio dello stesso modello di auto! Più nello specifico, una Rover P6.
Appeso sullo stesso ripiano, il disegno di un pinguino. Si tratta di un dettaglio curioso visto a luglio 2005 gli interpreti di Harry e dei Dursley sono stati avvistati allo zoo di Londra a girare una scena proprio durante uno spettacolo con protagonisti questi animali.
In basso a destra osserviamo quella che a prima vista sembra essere una rivista sulle aquile, e infatti leggiamo bene il titolo “Eagle”. Dopo una ricerca più approfondita, però, abbiamo scoperto che si tratta di un vecchio fumetto. Più precisamente è il numero 380 del fumetto Eagle and Wildcat, pubblicato il primo luglio 1989.

A sinistra dell’inquadratura vediamo anche una cravatta, che riconosceremo nei frame successivi come parte della divisa della scuola babbana di Harry e delle cuffie di un Walkman, probabilmente un congegno mal funzionante ereditato dal cugino. Sullo sfondo, ma ben in vista, non possiamo non notare il disegno di una moto volante. Un dettaglio minuscolo ma incredibile, qualcosa che fa eccitare un fan più di Pix davanti a una scorta infinita di Caccabombe. Sappiamo infatti che Harry a quell’età ha dei sogni ricorrenti in cui vede dei lampi di luce verde e una moto volante, probabilmente stralci di un ricordo remoto risalente a quando Hagrid l’ha tratto in salvo da Godric’s Hollow e l’ha portato nel Surrey proprio a bordo della moto volante di Sirius Black.
Ma Harry ricordava ancora i sogni che l’avevano perseguitato, anche in quei giorni: sogni confusi attraversati da lampi di luce verde e una volta zio Vernon si era quasi schiantato con l’auto quando Harry gli raccontò di una motocicletta volante.
Altro dettaglio incredibile, invece, è la gruccia che possiamo notare a destra dell’inquadratura. Sembra messa lì a caso ma non lo è, come apprendiamo dai romanzi. Quello è il regalo da parte degli zii per il suo decimo compleanno.
L’anno prima i Dursley gli avevano regalato una gruccia appendiabiti e un paio di calzini smessi di Zio Vernon. Tuttavia, undici anni non si compiono mica tutti i giorni.

Il trailer prosegue con il giovane mago che piange sul letto, forse dopo l’incidente col boa.
Molto più tardi Harry, steso al buio nel suo ripostiglio, avrebbe desiderato avere un orologio. Non sapeva che ora fosse e non era sicuro che i Dursley fossero andati a dormire. Fino a quel momento, non poteva rischiare di sgattaiolare in cucina a mangiare qualcosa.

Ed ecco che arriva una scena appena accennata nei romanzi e ignorata dai film, ma che può finalmente vedere la luce nella serie. Harry sta correndo nei corridoi della sua scuola babbana, inseguito da Dudley e dagli amici dello stesso cugino. È un episodio sì breve, ma comunque iconico: nel libro ci viene detto che Harry, tentando di saltare dietro i bidoni della spazzatura per sfuggire alle angherie dei suoi bulli, si è invece ritrovato sui tetti dell’edificio.

Invece, il giorno che fu trovato sul tetto delle cucine della scuola, passò un guaio terribile. La banda di amici di Dudley lo stava rincorrendo, come al solito, quando, con immensa sorpresa di Harry e di tutti, lui si era ritrovato seduto sul comignolo. I Dursley avevano ricevuto una lettera molto indignata della direttrice, la quale li informava che Harry aveva dato la scalata all’edificio scolastico. Eppure, lui aveva soltanto cercato (come gridò a zio Vernon attraverso la porta sprangata del ripostiglio) di saltare dietro i grossi bidoni della spazzatura fuori della cucina. E credeva che, a metà di quel salto, una folata di vento lo avesse sollevato in aria.

Proseguono le scene di bullismo, che altro non fanno che sottolineare la solitudine di Harry pre-Hogwarts e la tristezza di una vita vissuta tra soprusi e maltrattamenti. Lo vediamo infatti acciuffato da Dudley e dalla sua ghenga nei bagni di scuola.

Piers, Dennis, Malcolm e Gordon erano grandi, grossi e stupidi, ma poiché Dudley era il più grande e il più stupido di tutti, il capo era lui. Tutti gli altri erano ben felici di unirsi a lui nel praticare il suo sport preferito: la caccia a Harry.

Continuiamo con un’altra scena mai vista prima su schermo, che però ci fa capire che molto probabilmente vedremo i poteri di Harry in azione già dal primissimo episodio della serie.
Petunia taglia i capelli al nipote con delle forbici da cucina, lasciandolo con un taglio ridicolo e pronunciando le battute finali della frase che le sentiamo dire (chiaramente in inglese) già da inizio trailer: “Te l’ho detto. Sei un ragazzino normale e inizierai a comportarti come tale. Ti credi speciale? Non c’è niente di speciale in te!”

Ancora una volta questo trailer ci dà prova di fedeltà assoluta al materiale cartaceo.
Ad esempio, una volta zia Petunia, stanca di veder tornare Harry dal barbiere come se non ci fosse stato affatto, aveva preso un paio di forbici da cucina e gli aveva tagliato i capelli talmente corti da lasciarlo quasi pelato, tranne per la frangetta, che non aveva toccato per ‘nascondere quell’orribile cicatrice’. Dudley era scoppiato a ridere a crepapelle al vedere Harry così conciato, e lui aveva passato una notte insonne al pensiero di come sarebbe andata l’indomani a scuola, dove già tutti lo prendevano in giro per i vestiti sformati e gli occhiali tenuti insieme con lo scotch. Ma la mattina dopo, al risveglio, aveva trovato i capelli esattamente come erano prima che zia Petunia glieli avesse rapati. Per questo era stato punito con una settimana di reclusione nel ripostiglio, sebbene avesse cercato di spiegare che non sapeva spiegare come mai gli fossero ricresciuti così in fretta.”

Fin qui è chiaro come all’inizio della storia l’accento sarà posto sul terribile clima di violenza domestica e terrore in casa Dursley, sicuramente già mostratoci dai film, ma amplificato e approfondito. Se nella pellicola Vernon e Petunia erano sì spregevoli, ma comunque caricature macchiettistiche da film per l’infanzia, nella serie avremo a che fare con una coppia ai limiti della legalità: esseri disumani in grado di maltrattare un minore per pura crudeltà e in difesa di un’apparente normalità. Il prodotto è dunque palesemente rivolto a un pubblico più adulto e maturo, ai fan di vecchia data che hanno scoperto questo mondo da bambini e che hanno continuato ad abitarlo per più di venticinque anni.

Ma non tutto è perduto per il giovane Harry Potter…

Il trailer infatti ci mostra il momento di svolta. Harry raccoglie la posta e trova una cartolina spedita da zia Marge (la sorella di Vernon che ne Il Prigioniero di Azkaban verrà accidentalmente fatta gonfiare), una busta marrone e la lettera di ammissione ad Hogwarts. Il livello di accuratezza è totale, con una scena presa direttamente dalla sua controparte cartacea. Nel terzo capitolo del primo romanzo leggiamo infatti:
Sullo zerbino c’erano tre cose: una cartolina della sorella di zio Vernon, Marge, che era in vacanza nell’isola di Wight, una busta marrone che sembrava una fattura e… una lettera per Harry.
Harry la raccolse e la fissò con il cuore che gli vibrava come un gigantesco elastico. Nessuno in vita sua gli aveva mai scritto. E chi avrebbe dovuto farlo? Non aveva amici, non aveva altri parenti; non era neanche socio della biblioteca e quindi non aveva mai ricevuto perentori avvisi di restituire i libri presi in prestito. Eppure, eccola lì, una lettera dall’indirizzo così inequivocabile da non poter essere frainteso:
Signor H. Potter
Ripostiglio del sottoscala
4, Privet Drive
Little Whinging
Surrey
La busta era spessa e pesante, di pergamena giallastra, e l’indirizzo era scritto con inchiostro verde smeraldo.

Oltre al trailer, sono state anche diffuse le prime fotografie ufficiali. In una di queste troviamo Vernon e Petunia alle prese con la lettera di ammissione e in controluce possiamo intravedere un primo accenno allo stemma di Hogwarts.

Inizia adesso la sequenza della metropolitana. Harry si specchia sui finestrini del vagone e presumiamo sia una scena tratta dal rientro da Diagon Alley, data l’espressione cupa di Dominic McLaughlin. In sottofondo sentiamo la sua voce dire: “Ho sempre voluto sapere dei miei genitori.”

Ed ecco un primo sguardo ad Hagrid! Il mezzogigante e Harry sono entrambi in metropolitana, probabilmente di ritorno da Diagon Alley dopo aver fatto acquisti per Hogwarts.

Nonostante nel libro la metro la prendano anche all’andata, possiamo supporre che questo sia il ritorno a causa dell’argomento della loro conversazione. Il custode delle chiavi e dei luoghi di Hogwarts parla infatti di Lily e James, descrivendoli come “le persone più gentili e coraggiose che abbia mai incontrato”. Prosegue dicendo che “erano divertenti e intelligenti, e si battevano per ciò che ritenevano giusto.”

Vediamo Harry toccarsi la cicatrice. Non conosciamo per ovvie ragioni la dinamica degli episodi, ma qui sembra che abbiano spostato in metropolitana una conversazione che Harry e Hagrid, nei romanzi, hanno su una panchina di plastica mentre mangiano hamburger.


Harry e Hagrid escono dalla metro salendo le scale che danno su strada, ma qui si tratta sicuramente del momento prima di entrare al Paiolo Magico. Salendo le scale, Hagrid scompiglia i capelli di Harry con fare affettuoso: un dettaglio del genere non è chiaramente incluso nei romanzi, ma aiuta a stabilire da subito il rapporto tra i due. Hagrid è una delle prime figure paterne per Harry, e un tale gesto d’affetto è in netta contrapposizione con le violenze, troppo spesso anche fisiche, perpetrate dagli zii e dal cugino. Si spalancano per Harry le porte di una nuova vita, una vita più serena e felice, e l’uscita al sole dal tunnel buio di una metropolitana ne è la perfetta rappresentazione visiva.

Ad agosto 2025 il Daily Mail ha infatti pubblicato le foto degli interpreti di Harry e Hagrid durante le riprese in giro per Londra, nella scena immediatamente successiva a questa vista nel trailer (qui un reel e qui alcuni scatti).
Di sottofondo Hagrid continua la conversazione del frame precedente: “E la prossima volta che ti rivedrò sarà a Hogwarts”. È la prima volta che sentiamo un personaggio pronunciare il nome della scuola di magia e stregoneria nel trailer.

Andiamo avanti e vediamo un Harry confuso e spaesato che si guarda attorno in una King’s Cross babbana, in cerca del Binario 9 ¾ .

Harry corre per la stazione, con tanto di carrello portante un’enorme valigia e la gabbia con Edvige: manca poco alle 11:00, orario di partenza dell’Espresso per Hogwarts, e del binario giusto neanche l’ombra. Se si mette in pausa al secondo giusto, a sinistra dell’inquadratura, si riesce a vedere per un momento Ginny Weasley: per quel che ne sappiamo, il primo incontro tra Harry e la famiglia di maghi è appena avvenuto o è in procinto di realizzarsi.

È bene porre l’accento anche sui vestiti di Harry. È la prima volta che lo vediamo indossare dei colori diversi dal grigio o dall’azzurro. La sua felpa è infatti divisa tra rosso e verde, quasi a presagirne l’immediato futuro. Di lì a qualche ora, infatti, con indosso il Cappello Parlante, si troverà ad avere a che fare con un primo grande dilemma: Grifondoro o Serpeverde?

Rumore di locomotiva. Il giovane mago è finalmente seduto sul treno e osserva dal finestrino Molly Weasley abbracciare il figlio Ron.
In un’altra inquadratura si intravede il riflesso di Ginny, che per un gioco di prospettive sembra guardare il volto di Harry.

La sua espressione è un misto di curiosità e tristezza: lui è solo, non ha una famiglia lì per incoraggiarlo o salutarlo. Ancora una volta l’essenza di Harry Potter è racchiusa in uno sguardo. Bravo Dom!
Come sappiamo, a King’s Cross facciamo la conoscenza di gran parte della famiglia Weasley, e sebbene il trailer ci mostri ben poco in merito, mesi fa in esclusiva sono arrivate online le foto di Ron, Ginny, Fred e George alla stazione… scattate proprio dal team di Portus! Rita Skeeter, impara a lavorare!


Il treno si mosse. Harry vide la madre salutare i ragazzi con la mano e la sorellina, tra il riso e le lacrime, rincorrere il treno, ma quello guadagnò velocità e lei rimase indietro, e allora continuò a salutare con la mano. Harry guardò la ragazzina e la madre scomparire dietro la prima curva. Dal finestrino vedeva le case sfrecciare via veloci. Sentì un fremito di eccitazione. Non sapeva bene a che cosa stesse andando incontro… ma certamente doveva essere meglio di quel che si stava lasciando alle spalle.
L’Espresso per Hogwarts arriva alla stazione di Hogsmeade, e ci viene presentata un’inquadratura molto simile alla sua controparte cinematografica.


Qui vediamo Hagrid, con in testa un cappello da viaggio, accogliere i ragazzini del primo anno per condurli alle barche che attraverseranno il lago per condurli a scuola. Sulla sinistra notiamo un muro con delle lanterne appese, probabilmente le stesse che verranno affidate ai giovani studenti per orientarsi nel buio. La stazione di Hogsmeade è stata interamente ricostruita a Windsor Great Park, nei pressi di Forest Lodge, la nuova residenza di William e Kate. Notiamo come il numero sulla locomotiva riporti 5977, a differenza del 5972 cinematografico.

Proseguiamo vedendo Hagrid scortare i nuovi studenti verso le barche, per fare il giro panoramico sul lago destinato solo ai ragazzini del primo anno.
Da entrambi i lati il buio era così fitto che Harry pensò che il sentiero fosse fiancheggiato da folti alberi. Nessuno aveva molta voglia di parlare.

Hagrid bussa due volte ai battenti del portone di quercia che dà sulla Sala d’Ingresso. Probabilmente busserà tre volte, come descritto dai romanzi, ma nel trailer vediamo farlo solo due volte per poter entrare sugli accenti musicali della colonna sonora.

Salirono la scalinata di pietra e si affollarono davanti all’immenso portone di quercia.
“Ci siamo tutti? E tu, ce l’hai ancora il tuo rospo?’ Hagrid alzò il pugno gigantesco e bussò tre volte.
Ed ecco che si aprono le porte alla magia!

Il primo anno entra nella Sala d’Ingresso e per la prima volta possiamo ammirare l’interno di una nuova Hogwarts, rivisitata appositamente per la serie televisiva. Quello che ci si para davanti è mastodontico: vediamo un intricato intreccio di scale e balaustre, sormontate da enormi lampadari con candele accese. Sulle pareti ci sono quadri e arazzi. In alto torreggia uno stendardo nero a lettere dorate che recita “Welcome to Hogwarts First Years” (Benvenuti a Hogwarts, primo anno), mentre sullo sfondo ne penzolano altri due che sembrerebbero recare lo stemma di Hogwarts al centro, ma che dal trailer sono impossibili da decifrare con certezza. Al centro della sala si erge maestosa la professoressa McGranitt, in lontananza, in un’inquadratura incredibilmente simmetrica. In alto a sinistra invece vediamo due stendardi, che in realtà se si osserva bene sono quattro: dietro lo stendardo giallo di Tassorosso fa capolino lo stendardo rosso di Grifondoro, così come dietro quello di Serpeverde si nasconde quello di Corvonero. Questi stendardi sormontano quello che crediamo essere a tutti gli effetti l’ingresso della Sala Grande, tra l’altro molto simile a quello che vediamo nei film. Sempre sulla sinistra, oltre quella che pare essere una bacheca, possiamo osservare qualcosa di decisamente interessante. Alberi e piante. La presenza di arbusti nella scuola non sembra essere casuale, come avremo modo di approfondire più avanti.
La foto che segue ritrae John Lithgow nei panni del preside Albus Silente e ci mostra la Sala d’Ingresso da un’altra prospettiva.

Tocca poi alla prima immagine ufficiale di Janet McTeer nei panni della professoressa di Trasfigurazione. Indossa un abito da strega con fantasie scozzesi, un cappello dalla forma piuttosto elaborata e i suoi caratteristici occhiali. La sua espressione è decisamente severa, in pieno stile McGranitt, e non vediamo l’ora di vederla all’opera!

Si vide una strega alta, dai capelli corvini, vestita di verde smeraldo. Aveva un volto molto severo, e il primo pensiero di Harry fu questo: è una persona che bisogna evitare di contrariare.

Delle mani di bambino (quelle di Harry?) afferrano un copricapo logoro e consunto: il Cappello Parlante. Il design del Cappello ricorda incredibilmente i disegni fatti da J.K. Rowling in fase di stesura dei romanzi (con tanto di cucitura al posto della bocca), ed appare più consumato e vittima dell’età di quanto non fosse la sua controparte cinematografica. D’altronde quello è stato il cappello di Godric Grifondoro, il peso dei suoi mille anni si sente tutto!
Iniziamo a sentire in sottofondo delle parole che scopriremo essere pronunciate da Ollivander.

Andando avanti abbiamo finalmente la possibilità di vedere per la prima volta su schermo il nuovo trio. Harry, Ron e Hermione sono in fondo alla Sala d’Ingresso, presumibilmente in procinto di andare a lezione. Sulla sinistra si può notare un altro studente osservare incuriosito uno spaesato Harry, in una scena che sembra emergere direttamente dai romanzi:
Il giorno dopo, da quando Harry ebbe lasciato il dormitorio, fu inseguito da una miriade di bisbigli. I ragazzi, in fila fuori delle classi, si alzavano in punta dei piedi per dargli un’occhiata anche solo per un attimo, oppure lo superavano lungo i corridoi per poi tornare indietro a osservarlo meglio. Harry avrebbe preferito che non lo facessero, perché stava cercando di concentrarsi sul percorso da seguire per arrivare in classe.

L’inquadratura successiva ci mostra una Sala d’Ingresso inquadrata dal senso opposto rispetto alle volte precedenti, donandoci uno scorcio di una Hogwarts elettrizzante, vibrante e pullulante di studenti. Il castello è vivo, sembra quasi un personaggio a sé, e ogni ragazzo contribuisce alla magia: si sente infatti una forte appartenenza alla propria casa, addirittura le ragazze indossano cinture sopra le gonne che ne richiamano i colori. Passeggiano insieme studenti di case differenti (vediamo bene una ragazza di Tassorosso camminare parlando con una di Serpeverde.) Gli studenti indossano zaini o reggono cartelle, ognuno col suo stile e dunque esprimendo la propria personalità. Dalle pareti penzolano stendardi e bandiere con i colori di Serpeverde. Potrebbe dunque essere una scena legata alla prima partita di Quidditch o alle battute finali del primo volume, quando Hogwarts viene decorata coi colori verde e argento prima della proclamazione dei vincitori della Coppa delle Case.

Proseguiamo con un primo sguardo ad Anton Lesser nei panni di Garrick Ollivander, che consegna una bacchetta a Harry (alle sue spalle si notano un mucchio di custodie!). Non sappiamo se questa è quella in agrifoglio e piuma di fenice, o se è invece una di quelle che Harry testerà prima di arrivare a farsi scegliere dalla sua. Notiamo con piacere come il design delle bacchette nella serie sia ben meno elaborato rispetto a quello presentatoci dai film, riprendendo un aspetto più fedele a quello descritto dai romanzi. Nelle forme richiamano le bacchette in uso nella produzione teatrale Harry Potter and the Cursed Child.

In sottofondo continuiamo a sentire le parole del fabbricante di bacchette. “Signor Potter, credo che possiamo aspettarci grandi cose da lei. Vediamo chi è”. Rispetto ai libri, è stata aggiunta l’ultima frase.

Il trailer va avanti, e ci troviamo nell’aula di Storia della Magia. Se si aguzza bene la vista, stagliato contro la lavagna, si riesce a vedere la testa e parte del corpo in trasparenza del Professor Rüf, il docente fantasma. Cuthbert Rüf sta proiettando l’immagine di quello che sembra essere un castello, ma non ci è dato sapere di più. Lo stile ci ricorda gli affreschi di stile post-bizantino come l’assedio di Costantinopoli.
Se dovessimo prestar fede ai romanzi, però, potremmo azzardare delle ipotesi: da quel che ci viene raccontato, il primo anno a Storia della Magia si studiano Emeric il Maligno, Uric Testamatta, Elfric l’Avido e l’invenzione del calderone che si mescola da sé. Oltre ciò, viene insegnato anche il Codice Etico per Lupi Mannari del 1637. Non essendo noi particolarmente avvezzi alla materia, ci rifacciamo a quanto spiegato dalla Rowling nei suoi estratti originali del fu Pottermore:
Nel 1637 fu redatto un Codice Etico per Lupi Mannari, che tutti i Lupi Mannari avrebbero dovuto sottoscrivere, promettendo di non attaccare nessuno e di rinchiudersi in un luogo sicuro ogni mese, in occasione della trasformazione.
E se proiettato fosse proprio uno di quei luoghi sicuri appena menzionati?

Sempre nell’aula di Storia della Magia, Harry sta cercando di prendere appunti. È probabilmente una delle prime lezioni, dato che sceglie di desistere molto presto. Seduta nella fila di banchi davanti a Harry c’è Hermione, mentre alle sue spalle intravediamo Lavanda Brown. Accanto a Harry, alla sua sinistra, sembra esserci uno studente addormentato, come da tradizione. Strizzando bene gli occhi, nel fotogramma immediatamente precedente, si può notare come quasi tutti gli studenti siano in piena sonnolenza,. L’effetto soporifero di certe lezioni è spiegato molto bene nei romanzi, come ad esempio ne L’Ordine della Fenice.
Storia della Magia era per opinione comune la materia più noiosa mai concepita dal mondo magico. Il professor Rüf, il loro insegnante fantasma, aveva una voce affannosa e monotona che dava la garanzia quasi assoluta di una pesante sonnolenza entro dieci minuti, cinque quando faceva caldo.
È interessante osservare, inoltre, come le candele sui banchi degli studenti siano ormai ridotte a mozziconi spenti o tremolanti, a testimonianza di una lezione lunga e soporifera

Il trailer prosegue mostrandoci un Harry di spalle intento ad osservare la torre di Grifondoro, con i vari accessi ai dormitori.

Infatti, nell’inquadratura immediatamente successiva, ci troviamo proprio nella Sala Comune vista dall’alto. La Sala è raffigurata esattamente come descritta dai libri ed è popolata da studenti in un momento di vita quotidiana nel castello.
Un fuoco scoppiettante riscaldava la sala comune circolare, piena di tavoli e poltrone soffici.
Momenti come quest’ultimo, nella Sala Comune, o i precedenti nel castello lasciano intendere che vedremo molto della vita ad Hogwarts, tra lezioni, momenti di svago e compiti da svolgere. Ancora una volta, la serie pare riuscire dove i film hanno mancato: Hogwarts è sì un luogo magico, ma è una scuola popolata da ragazzini e adolescenti. È viva e reale, non più soltanto un ambiente favolistico figlio di una finzione a noi distante.

Proseguiamo con un primo sguardo a Draco Malfoy, Vincent Tiger, Gregory Goyle e Pansy Parkinson. Tutti sono a bacchette sguainate, con aria minacciosa, in un momento che potrebbe essere un riferimento all’invito del giovane Malfoy al duello di mezzanotte.
Fred e George erano appena scomparsi quando si presentò qualcuno molto meno gradito: era Malfoy, regolarmente seguito da Tiger e Goyle.
“L’ultimo pasto, Potter? Stai per prendere il treno e tornare dai Babbani?”
Nel libro, a differenza della serie, in questo momento Pansy non è presente: la sua figura comunque non disturba, ma ci aiuta a far la conoscenza di un personaggio estremamente ricorrente.

E finalmente arriva il Quidditch! Troviamo infatti Harry e Ron che scartano impazienti un pacco, che si rivela essere la confezione di una Nimbus 2000. La scatola ha un design dal gusto retrò, e vale forse la pena analizzarla con attenzione. Ha una cornice che richiama l’aspetto stilizzato delle nuvole, da cui escono due fulmini. Il nembo infatti è una nube scura e densa, caratterizzata dalla capacità di portare piogge volente o temporali. Ai lati della dicitura ‘Nimbus 2000’ vediamo la silhouette di sei anelli da Quidditch, tre per parte, e le scritte “Precisione” e “Veloce come un Boccino”.

Harry e Ron sono eccitati dall’arrivo della scopa da corsa migliore al mondo.
Trangugiò la cena senza neanche far caso a quel che stava mangiando e poi si precipitò su per le scale, seguito da Ron, per andare a scartare finalmente la sua Nimbus Duemila.
‘Wow!’ sospirò Ron quando il manico di scopa rotolò sul copriletto di Harry.

Proseguiamo con un’inquadratura dall’alto che ci mostra le squadre di Quidditch di Grifondoro e Tassorosso entrare in campo, in uno stadio coperto di neve. Notiamo, dall’alto verso il basso, con il numero 1, Oliver Baston; con il numero 4, Angelina Johnson; col numero 5, Alicia Spinnet; numero 6, Katie Bell; numeri 2 e 3, Fred e George Weasley.
Questa è la partita che verrà arbitrata da Severus Piton, in seguito all’incidente con la scopa ad opera di Raptor nella partita precedente. Ogni divisa sportiva ha uno stile che richiama il patchwork e reca sul mantello il numero e il nome del giocatore.

Ron e Hermione esultano trionfanti, e ci troviamo probabilmente verso la fine del match. All’inizio della partita, infatti, sono entrambi molto spaventati e preoccupati per Harry visto quanto successo in quella precedente (in questo momento della storia sono convinti che sia stato proprio Piton a maledire la scopa di Harry).

Con l’inquadratura successiva riusciamo invece a dare uno sguardo migliore al fronte della divisa da Quidditch e alla nuova Nimbus 2000: Harry indossa una sorta di maglione a bottoni a collo alto bordeaux, con delle imbottiture protettive sulle maniche. Sul petto vediamo lo stemma dei Grifondoro, mentre i pantaloni sembrano richiamare lo stile delle maniche, anch’essi imbottiti.
La scopa ha un aspetto totalmente differente da quella mostrataci dai film, con un manico liscio e tondeggiante e con un incrocio di setole, rami e nastri rossi a formarne la coda.
Giocando con i livelli e i valori gamma dell’immagine abbiamo invece scoperto un’altra cosa molto interessante…

In ombra, sotto il tunnel che conduce nel campo, si può intravedere Severus Piton con un manico di scopa sulle spalle.

L’outfit infatti sembra richiamare esattamente lo stesso dell’immagine di lancio, in quella che sembra essere a tutti gli effetti l’equivalente di una tuta del mondo magico.
Perciò no, Piton non indosserà abiti in pelle con zip per tutta la serie: quella è la sua divisa da arbitro di Quidditch. A proposito della zip, online si è scatenato un putiferio perché sembra assurdo che i maghi indossino abiti dotati di cerniera lampo, non è di certo “canonico!”. Ma ne siamo sicuri? Sappiamo per certo che i maghi ripudino questo tipo di chiusure alla babbana? Ci viene in soccorso un minuscolo frammento de L’Ordine della Fenice:
’Pelle di drago di prima qualità, fratellino’ rispose Fred, dando uno strattone alla cerniera. ‘Gli affari vanno a gonfie vele, e così abbiamo deciso di farci un regalo’.
E no, non è un errore di traduzione. Nell’originale inglese è scritto proprio “zip”.
Un altro fotogramma dell’ingresso di Harry in campo ci regala uno sguardo anche alla divisa di un giocatore di Tassorosso e al peculiarissimo aspetto della sua scopa.

Finiscono le sequenze legate al Quidditch e ci ritroviamo a lezione di Erbologia.

Abbiamo una panoramica della serra, che ovviamente pullula di piante e arbusti. Al centro c’è un tavolo da lavoro su cui opera la Professoressa Sprite, mentre ai lati due file di banchi destinati agli studenti.

Gli studenti indossano una sorta di casacca protettiva, utile a non far sporcare di terra e concime le divise, e immediatamente dopo vediamo Arabella Stanton in un’espressione decisamente “Hermionesca”, in piedi al fianco di Neville. Intravediamo anche Lavanda e Calì. Nel primo romanzo non viene descritta nessuna lezione di Erbologia in particolare, ma sappiamo però che nel primo anno:
Tre volte alla settimana, ci si doveva recare nella serra dietro al castello per studiare Erbologia con una strega piccola e tarchiata, la professoressa Sprite, con la quale i ragazzi imparavano a coltivare tutte le piante e i funghi più strani, e a scoprire a cosa servivano.
Proseguiamo con una carrellata di momenti spensierati, quasi a mostrarci quanto sia cambiata in pochi mesi la vita di Harry.

Vediamo infatti lui e Ron correre sui tavoli di una Sala Grande deserta, e intravediamo anche qualcun altro assieme a loro (ci vengono in mente Fred e George) durante le vacanze di Natale.
Se si presta attenzione, infatti, si possono notare delle decorazioni sul camino.

Facciamo dunque un salto cronologico indietro e ci troviamo ancora nell’Espresso per Hogwarts, in compagnia di Ron e Harry. Vediamo i due giocare e divertirsi spensierati, lanciandosi dei dolci (presumibilmente le Gelatine Tuttigusti+1). Tra le varie leccornie che popolano lo scompartimento, davanti al finestrino notiamo degli Zuccotti di Zucca.

E torniamo al periodo natalizio, dove vediamo Ernie MacMillan, Hannah Abbott, Harry e Ron giocare a palle di neve con qualcuno, forse con i gemelli.
“Harry e i fratelli Weasley trascorsero un pomeriggio felice a giocare a palle di neve all’aperto”.
L’idea della neve diventa intrigante, se pensiamo che possa condurci ad una delle scene più divertenti de La Pietra Filosofale.
Natale si stava avvicinando. Un mattino di metà dicembre, il castello Hogwarts si svegliò sotto una coltre di neve alta più di un metro. Il lago era diventato una spessa lastra di ghiaccio e i gemelli Weasley erano stati puniti per aver fatto un incantesimo alle Palle di neve, che si erano messe a inseguire Raptor dovunque andasse rimbalzando sul dietro del suo turbante.
Sì, sappiamo che anche voi sperate di vedere Lord Voldemort aggredito dalle palle di neve dei gemelli.

Proseguiamo con un’inquadratura dall’alto che ci mostra Hagrid fare l’angelo nella neve, scena inedita rispetto ai libri, ma che ci mostra appieno tutta la giovialità del gigante buono.

Vediamo adesso degli studenti scendere le scale di una torre con un’inquadratura dall’alto. Vi ricorda nulla? Si tratta di una ripresa molto simile a due inquadrature presenti nei film Harry Potter e il prigioniero di Azkaban e Harry Potter e il Calice di Fuoco.


Le inquadrature in questione furono girate negli anni 2000 presso la celebre scala a chiocciola (Dean’s Stair) della Cattedrale di St. Paul, a Londra, anche se all’epoca la base della scala fu ricoperta da un pavimento ad hoc con tanto di statua e iscrizioni runiche.
Un dato interessante riguardo al set della serie di Harry Potter, questa volta interamente ricreato ai Leavesden Studios, è la conservazione del motivo decorativo del pavimento: una stella che funge da punto focale visivo.

Ci spostiamo poi nello spogliatoio del Quidditch dove la squadra di Grifondoro si sta caricando nel pre-partita. Notate quanto Harry sia piccino accanto ai suoi compagni di squadra, essendo l’unico giocatore del primo anno.


Arriva ora la scena da cui è stata tratta la prima immagine promozionale della serie, quella che ne annunciava il trailer, e che abbiamo già ampiamente analizzato in due reel appositi sui nostri profili social (parte 1 e parte 2).
Un dettaglio aggiuntivo particolarmente interessante? Potremmo avere qui il primo sguardo al professor Raptor, interpretato da Luke Thallon, riconoscibile dal suo caratteristico turbante.

Torniamo a quello che sembra essere di nuovo Natale, con l’ennesima scena tratta istante per istante dal romanzo.

Troviamo Harry e Ron davanti al camino della Sala Comune intenti ad arrostire marshmallow e a godersi le vacanze, come ci viene descritto dai libri. Da un punto di vista scenografico è interessante notare come il camino non sia collocato addossato a una parete, ma in una posizione tale da essere accessibile da entrambi i lati. Questa scelta conferisce all’ambiente una maggiore profondità e fluidità visiva (da notare la finestra in fondo che offre un’ulteriore fonte di luce), permettendo ai personaggi di muoversi attorno al fuoco e di interagirvi da prospettive differenti.


Avevano il dormitorio tutto per loro, e la sala di ritrovo era molto meno affollata del solito, per cui potevano accaparrarsi le poltrone migliori, quelle vicino al camino. Stavano lì seduti per ore e ore di fila, mangiando qualsiasi cosa si potesse infilzare su un forchettone e arrostire alla fiamma – focaccine, salsicce, caldarroste – e architettando stratagemmi per far espellere Malfoy: tutte cose di cui era molto divertente parlare, anche se difficilmente avrebbero funzionato.
Nell’inquadratura successiva vediamo una raggiante Hermione, probabilmente dopo esser diventata amica di Ron e Harry.

Grazie a questo frame riusciamo a scorgere lo stemma di Hogwarts sulla divisa scolastica della strega, e notiamo qualcosa di decisamente interessante. Come sottolineato anche prima, la natura sembra ricoprire un ruolo centrale nel design del castello (ricordate gli alberi nella Sala d’Ingresso?) e lo stemma ne dà ulteriore conferma: è infatti una H, ma ai piedi della lettera ci sono quelle che sembrano radici, così come in testa troviamo dei rami. La lettera H sembra sia dunque composta da due alberi, quasi a voler sottolineare come il Castello sia vivo, antico e in estrema armonia con gli elementi naturali, e non solo un edificio di fredda pietra senz’anima.

Osserviamo finalmente Paapa Essiedu nei panni di Severus Piton, ed è inutile ignorare l’elefante nella stanza: non rispecchia la descrizione fisica della sua controparte cartacea. È bene ricordare però come lo spirito dei personaggi sia per lo più caratterizzato da una sapiente scrittura e non vediamo dunque l’ora di vederlo all’opera. La serie sembra stia riuscendo nell’intento di creare un’opera monumentale, perciò fino a prova contraria riponiamo piena fiducia nel team creativo che ne è il nucleo. Se hanno azzardato una scelta tanto atipica quanto rischiosa, qualcosa in serbo per noi ci sarà. Diamo tempo al tempo e sospendiamo i giudizi basati sul mero aspetto fisico. Potremmo sorprenderci tutti!
In questi frame ci sembra di trovarci nei sotterranei, e vediamo Piton – immancabilmente trapunto dalla sua classica veste nera che lo rende simile a un pipistrello – con la bacchetta levata intento a farsi luce con un Lumos. La luce dell’incantesimo sembra tra l’altro emanare uno strano riflesso: che sia Harry sotto il Mantello dell’Invisibilità?

Arriva quindi il momento di vedere Silente, vestito però con la sua stramba concezione di un abito babbano. Il set attorno a lui è composto da marmo bianco, e crediamo si tratti di una delle scene inedite promesse dalla storia. Immaginiamo che il preside sia alla Gringott (per questo gli abiti babbani, è a Londra) per indagare il tentato furto della Pietra nella camera blindata. In mano ha un diapason, strumento che può forse aiutarlo nell’identificare tracce di magia oscura. Come sappiamo dai romanzi, l’ufficio di Silente pullula di strani oggetti argentati, e forse il diapason è proprio uno di quelli. La nota curiosa è che una tuning fork, nel mondo babbano, serve per accordare gli strumenti musicali e Silente, come sappiamo dalla sua figurina delle Cioccorane, è amante della musica da camera.

Subito dopo vediamo il trio di spalle che passeggia per i corridoi del castello, forse per andare a lezione.

Ed ecco che torniamo nell’Espresso per Hogwarts, dove assistiamo al primo incontro tra Harry, Hermione e Ron. Ron ha la bacchetta sfoderata e non indossa più la camicia (che ha appoggiato sul sedile di fronte, accanto a Harry), mostrandoci una maglietta recante lo stemma della sua squadra di Quidditch del cuore, i Cannoni di Chudley (che avevamo catturato nei nostri scatti rubati da King’s Cross).

Nell’inquadratura successiva lo ritroviamo con indosso la camicia, mentre chiede a quello che diventerà di lì a poco il suo migliore amico “sei davvero Harry Potter?”

Vediamo una Hermione preoccupata, ma sicuramente non è Harry il motivo della sua preoccupazione.

Sappiamo infatti che Harry e Ron non si presentano all’arrivo di Hermione, ma prima, e si tratta dunque di un “trucco” di montaggio pensato esclusivamente per il trailer. Harry annuisce alla domanda del giovane Weasley, che reagisce mimando il gesto di un’esplosione sulla fronte, come per scherzare riguardo la cicatrice. “Psssssuh!”

Inutile dire che ci siamo tutti commossi, in questo momento: un gesto tanto semplice quanto significativo, che incarna perfettamente l’essenza di Ron Weasley. Ti vogliamo bene, Alistair! Questi ultimi momenti del trailer, se paragonati a quelli iniziali, sono diametralmente opposti. Iniziamo con un giovane Harry vittima di soprusi e concludiamo con un ragazzino che sta prendendo consapevolezza di sé e sta trovando il suo posto nel mondo. Sembra davvero che la scrittura dei personaggi, e i personaggi stessi, siano il fulcro di questa nuova lettura della storia e noi non potevamo chiedere di meglio.

Il viaggio termina dunque con il nuovo logo della serie, che ricorda comunque il vecchio ma con alcune differenze.
Ideato da Pedro Arilla e dal suo team di grafici, il nuovo logo sembra seguire quanto già analizzato circa il rapporto con gli alberi e la natura: vediamo infatti varie ramificazioni che ricordano ramoscelli provenire da alcune delle lettere del font. La scelta è stata di non stravolgere completamente un design tanto iconico quanto riconoscibile in tutto il mondo, riuscendo comunque ad offrire al pubblico una nuova lettura e una nuova visione.
In conclusione, questo teaser trailer ha ottenuto esattamente il risultato sperato: ci ha emozionati e, se possibile, ha accresciuto ulteriormente la curiosità verso una storia che continua a incantare generazioni di fan. Si tratta, naturalmente, di un primo assaggio: un materiale pensato per restituire l’atmosfera e il tono della serie, più che per mostrare il potenziale visivo definitivo. Mancano ancora circa nove mesi all’uscita su HBO Max, e in questa fase è naturale che gli effetti visivi e la post-produzione in generale siano ancora in via di perfezionamento, così come la colonna sonora di Hans Zimmer, di cui non abbiamo ancora avuto un assaggio (nel trailer potete ascoltare Bravura di Caleb Smith). Questo senza contare che le riprese non sono ancora finite!
L’attesa sarà lunga, ma proprio l’attenzione al dettaglio e la cura produttiva che traspaiono da questo primo sguardo lasciano intuire un progetto di grande ambizione, che promette di ripagare pienamente la pazienza del pubblico.
Noi di Portus siamo felici di condividere con voi questo entusiasmo e di accompagnarvi, anche nel prossimo decennio, in un nuovo, straordinario, immenso viaggio. Bentornati a casa.
A cura di: Tiziano Grigioni e Alice Arganese
Con il contributo di: Chiara Grollero, Ginevra Rocchesso
Immagini e grafica: Angelica Arfini
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